L’Italia è destinata al collasso demografico? - Avanzato #36
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🗓️ 27 July 2025
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| 0:00.0 | Se mi conosci e mi segui da un po' di tempo, sei che su questo podcast mi piace, ogni tanto parlare di temi non esattamente felici e positivi. Lo faccio perché voglio che tutti faccia un'idea il più completa possibile del mio paese, dell'Italia, con i suoi aspetti positivi, ma anche quelli negativi. Insomma va bene parlare di cibo, arte, cultura, città, pittoresche, paesaggi, incantevoli, ma l'Italia è un paese complicato e che secondo molti, tra l'altro, sta traversando un declino economico sociale ormai da svariati decenni e che non sembra accennare a interrompersi. Il tema di cui vorrei parlare oggi è uno dei pezzi del puzzle di questo declinio italiano, forse uno dei pezzi più preoccupanti, sto parlando del calo demografico, così accentuato in Italia da essere definito crisi demografica o spirale demografica. Un problema che è collegato ad altri problemi sistemici che affligono il nostro paese, come vedremo. Questo è Podcast Italiano, un Podcast per imparare l'italiano traverso contenuti interessanti e autentici. Stai ascoltando il Podcast di livello intermedio o avanzato. Se sei alla ricerca di contenuti un po' più semplici, cerca podcast italiano principiante. Le episodi di oggi è nel concreto un episodio di livello avanzato. Motivo per cui ti consiglio particolarmente di dare una chiata alla trascrizione gratuita che prepariamo per te e che si trova su nostro sito podcastitaliano.com. La trascrizione contiene un glossario dettagliato che ti permetterà di imparare e capire un sacco di parole e despressioni probabilmente nuove per te. Trovi il link nelle note di questo episodio nell'app dove mi stai ascoltando. Spotify e Paul Podcast, o qualsiasi app di podcast. detto ci? Andiamo. Partiamo dalle basi che cosa si intende con calo demografico? Beh, il concetto alla base è molto semplice. Un paese in calo demografico ha più deci assi che nascite, più persone che muoiono rispetto alle persone che nascono, ai bambini che nascono. è un paese che non riesce a rinnovare la sua popolazione, la quali diventa sempre più anziana, proprio perché le nuove leve, le nuove generazioni si fanno via via meno volte, più scarse. Il problema del calo demografico causato dalla bassa fertilità, come vedremo, non è un problema problema, solo italiano. È un problema che stanno affrontando direi la maggior parte, se non tutti i paesi più economicamente avanzati del mondo, con una sola eccezione. Rimanendo in Europa, tutti i paesi più ricchi si trovano da un bel pod di tempo sotto alla cosiddetta soglia di sostituzione. Stiamo parlando di quel livello di nuove nascite che garantisce alla popolazione di rimanere numericamente costante, cioè di non diminuire. Ecco, questa soglia è, forse lo sai già, di 2,1 figli per donna in media. Il numero medio di figli per donna è il cosiddetto tasso di fecondità o di fertilità o anche di natalità di un determinato paese. Se questo tasso inferiore a 2,1, la popolazione è destinata matematicamente a calare con il tempo, al netto poi dell'immigrazione che può contribuire a rimpolpare la demografia. Ha proposito quel 0,1 serve a tener conto dei figli che muoiono prima di farne a loro volta, ma anche di chie migra e di altri fattori. Per questo non si parla di due figli per donna, ma di 2,1 vuoi volte anche di più. Poi ovviamente si tratta di una media, ci saranno donne che faranno 5 figli, poche in Italia, altre che ne faranno uno, seva bene e altre che ne faranno zero. La media comunque deve essere 2,1 se non si vuole diminuire come popolazione. Eccora andiamo a vedere il tasso di fecon d'italia di altri paesi, prendo dati del 2023 e 2024 con i recenti. Partiamo dalla Francia con 1,8 figli per donna, non male, ma comunque inferiore a 2,1. Il rene unito si trova 1,6, un po' peggio, un tasso simile è quello degli stati uniti, sempre 1,6. Abbiamo poi la Germania e i Paesi bassi con 1,4 circa. La Austria con 1,3. Ecco, ci rendiamo presso conto che 3 Paesi sviluppati ed economicamente più avanzati, cioè ne è solo uno in cui la popolazione non diminuisce maumenta ed è israele con un tasso di fertilità di 2,8 figli per donna nel 2023. Tutti gli altri stanno diminuendo. |
| 5:06.0 | E' l'Italia? Come andrà l'Italia? Beh in somma, visto che ne stiamo parlando probabilmente di immagini già la risposta. E' bene l'Italia ha un tasso di fecon d'Ità, totale di 21,21 figli per Donna nel 2023. |
| 5:26.2 | Drammaticamente lontano al 2,1 richiesto. Peggio di noi, in un'Ione Europea, fanno solo la Spagna con 1,12, malta con 1,06 e la Lituania con 1,18. Ma dipende dall'anno che si va a guardare e dall'istituto che redigge la classifica, perché i dati possono variare leggermente a volte facciamo meglio, a volte facciamo peggio. Ma comunque il dato oggettivo è che le donne in Europa fanno figli a un'eta sempre maggiore e ne fanno di meno. E ci sono anche alcuni paesi che fanno pure peggio dell'Italia Corea del Sud ha un tasso di fecondità di 0,6 e la cina di 1 figlio per donna. L'Italia comunque è tra i paesi meno fecondi al mondo, secondo Population Reference Bureau nel 2024, l'Italia è al 194.3° posto su 209 stati sovrani. Non benissimo insomma. I studiosi, come te in questo momento, forse si interrogano sulle cause di questa diminuzione delle nascite. Al di là delle ragioni economiche sulle quali torneremo tra un secondo ci sono anche altre possibili cause. In generale oggi molte più donne lavorano rispetto a qualche decennio fa e come vedremo in normale che si crea una certa tensione, una contraposizione tra desiderio di maternità e ambizioni di carriera, tensione che in Italia come vedremo è ancora piacentuata. Poi ci sono i grandi decenni di cambiamenti sociali e culturali che sono avvenuti negli scorsi decenni e sicuramente hanno influito. Mi viene da pensare alla diffusione dei contracciettivi banalmente che sicuramente ha avuto degli effetti negativi sulle nascite involontari, oltre ovviamente a tutti gli effetti positivi di qui, non c'è neanche bisogno di parlare. Poi probabilmente c'è un maggiore desiderio di viaggiare, di avere maggiore libertà che chiaramente un figlio limita e due virgola uno figli limitano ancora di più. Insomma, un tempo il percorso di vita era chiaro. Si trovava un partner, ci si sposava, si facevano figli. E magari tutto questo quando si era nei propri ventanni. Oggi c'è chi viaggio, c'è chi studia fino a tre intanni, magari facendo un dottorato, c'è chi semplicemente non vuole privarsi della propria libertà. |
| 8:05.2 | E poi probabilmente ha un'influenza anche il calo di religiosità dell'ocidente, perché la religione, almeno i grandi monoteismi, medio orientali, come il cristianesimo, danno grande importanza alla procriazione, eccoppare che almeno negli stati uniti le persone religie tendano ad avere tassi di fecondità superiore, quindi una certa correlazione dovrebbe esserci. |
| 8:28.7 | E poi c'è il fatto che oggi vogliamo dare alla nostra prole, ai nostri figli il nostro stesso tenore di vita? Vogliamo che vivano come noi, il che crea grandissime aspettative è porta a rinunciare al compito di var figlio, al desiderio di far figli se non sembra alla propria portata. E dunque nessun paese sviluppato si trova al di sopra della fatidica cifra di 2,1 alla quale la popolazione a punto rimane costante. Ma tra i pesi sviluppati che fanno pochi figli non si può fare di tutta l'erba un fascio perché la |
| 9:05.2 | situazione è comunque molto variabile, si può fare meglio e si può fare peggio. E poi si può fare molto peggio come l'Italia. Ci sono peziche, investono molti soldi in welfare per incentivare le nasci te come quelli scandinavi. Anche se gli investimenti non sono evidentemente sufficienti a invertire il calo demografico, evidentemente non puoi |
| 9:27.5 | obbligare le persone a procreare se non voli. andinavi, anche se gli investimenti non sono evidentemente sufficienti a invertire il calo |
| 9:25.1 | demografico, evidentemente non puoi obbligare le persone a procreare se non vogliono, comunque aiutano a frenarlo e a metterci una toppa. C'è poi chi fa ben poco come l'Italia, dove una coppia che mette al mondo un figlio può ricevere un contributo una tantum di milleuro, cioè mille euro, una volta sola e basta. Non esattamente un grande incentivo a mettere al mondo un figlio che cambierà irrimediabilmente la tua vita in un clima economico di grande incertezza, come quell'italiano, e che secondo alcune stimi richiede dalla nascita, la maggiorità del figlio, qualcosa come 140.000 euro, cioè 1645 euro per 12 mesi per 18 anni, ai voglia a fare un figlio. Un grande problema in italiano, poi è quello degli asirinido, ovvero l'istruzione che va dagli zero ai due anni, prima della cosiddetta scuola dell'infanzio, scola materna. In Italia ne mancano molti ed è molto difficoltoso a cedervi, sia perché la domanda supera di gran lunga l'offerta, sia perché i costi sono molto alti, ma non è di certo l'unico problema specifico dell'Italia. L'Italia è un paese con un'economia stagnante da decenni, in cui non è è facile trovare un lavoro stabile che ti dia le sicurezze necessarie per sostenere economicamente uno o più figli, magari proprio due virgola uno figli. Una delle statistiche più sconcertanti riguarda gli stipendi nello specifico i salari reali, cioè quello che è realmente guadagniamo, considerando |
| 11:06.6 | anche il potere di acquisto, cioè quanti benio servizi possiamo permetterci con i nostri |
| 11:12.2 | sudati guadagni, perché un conto è vivere in Italia con i suoi costi, un conto è vivere |
| 11:18.8 | in Svizzera o in Island, dove tutto costa più caro. |
| 11:22.8 | Ecco, la misura del salario reale ci è aiuta proprio a paragonare i paesi, considerando queste differenze di potere di acquisto. Andiamo un po' a vedere dunque come se la cavano i paesi europei e come sono andati dagli anni 90 ad oggi. Beh, se non ci sorprende che quelli che han fatto meglio siano paesi che partivano da la situazione di maggiore a retrateratezza economica, come l'itwania, estonia, l'ettonia, ma anche Polonia e Irlanda, dobbiamo però constatare che anche gli altri paesi sviluppati. Europei sono cresciuti in termini di salari reali. La Francia del 31% da Germania del 33, il belge Laustria del 25. Bene, come sono andati salari reali in Italia dal 1990 al 2020? L'Italia ha totalizzato un sorprendente meno 2,9% 100, cioè i salari reali sono diminuiti, un risultato che nonultato di risultato di risultato di risultato di risultato di risultato di risultato di risultato di risultato di risultato di risultato di risultato di risultato di risultato di risultato di risultato di risultato di risultato di risultato di risultato di risultato di fine che gli italiani stanno diventando più poveri e chiaramente che a pochi soldi ci penserà due volte o tre o quattro prima di mettere al mondo un figlio o due virgola uno figli. Un altro problema è che la gestione dei figli è ancora fortemente sbilanciata sulle donne per le quali conciliare la genitorialità il lavoro è ancora molto difficile. E' con uno dei dati più scandalosi, di cos' scandalosi, proprio senza mezz'i termini, per quanto mi riguarda, è questo. Se in Italia il congeto, |
| 13:26.9 | cioè quel periodo di tempo in cui un genitore può stare a casa per occuparsi del neonato, senza perdere lo stipendio, per le madri e di cinque mesi il congeto di paternità, quindi per i papà, è della bellezza di Tieneti forte, dieci giorni. Questi nevita billemente obbliga la donna a farsi carico più dell'uomo dell'acura del bambino, perché anche volendo se sei uomo e hai un lavoro dipendente, dopo dieci giorni devi tornare in azienda che ti piaccia o no. In generale conciliare il desiderio di diventare madre con le proprie ambicioni di carriera in Italia è complicatissimo. Di fatto la maternità è uno stacolo dal punto di vista lavorativo, da essere madre porta a menore lavorate, molto spesso perché spesso costringere madre a lavorare a tempo parziale e quindi meno soldi oppure molti sacrifici. Insomma per una coppia di genitorie e soprattutto per una donna decidere di fare un figlio è una scelta da ponderare, da valutare con grande attenzione. Bene, cioè male in realtà, ma quando è in cominciato questo calo demografico? Un tempo ovviamente il calo non c'era, dopo tutto per calare, beh devi partire da un punto più alto per arrivare a uno più bassano. Nel secondo dopo guerra, infatti l'Italia, visto un aumento delle nazi, del rispetto agli ultimi anni della guerra. Nascite che comunque erano molto più alte di oggi nei periodi pre-guerra, la differenza che un tempo la mortalità era anche molto più alta, soprattutto la mortalità infantile. E dunque le nascite tornano i livelli degli anni immediatamente precedenti la guerra, culminando nel 1964, hanno in cui i nuovi italiani furono più di un milione, il periodo del boom economico in cui l'Italia si trasforma da un paese, ancora in buona parte, contadino a una potenza industriale mondiale nell'arco di pochissimi anni. Da quel momento in poi inizi a un calo delle nascite che si velocizza negli anni 70, rallenta negli anni 90 e addirittura si inverte nei primi 2000, ma che poi riprende dal 2008 oggi a un ritmo piuttosto sostenuto. Ase nel 1964 i nuovi nati erano oltre il milione, 2022 tale numero è sceso per la prima volta nei 160 anni di storia italiana sotto le 400 mila unità. E non c'è motivo di pensare che il calo si arresterà a visti i presupposti. Al tempo stesso aumentano i decessi dagli anni 90 in Italia moiono più persone di quante ne nascono. Questo si spiega col fatto che ci sono più persone rispetto a un tempo, banalmente, non che più persone che arrivano a età molto avanzate. Sì, perché l'aspettativa di vita è aumentata vertiginosamente con il progresso tecnologico nel corso del ventesimo secolo. |
| 16:45.0 | L'Italia, non so se lo sai, è uno dei paesi con la più alta aspettativa di vita al mondo. |
| 16:50.3 | Si vive molto all'ungo in Italia. |
| 16:52.6 | A seconda della misurazione che troviamo l'Italia, si trova comunque regolarmente nella |
| 16:58.0 | top 10 dei paesi mondiali in cui si vive più all'ungo o ci si può aspettare di vivere più a lungo. Ciò significa che queste grandi corti, questi grandi gruppi di persone anziane che sono nati negli anni 20, 30, 40 iniziano a morire e si come sono gruppi molto numerosi, lo fanno in quantità sempre maggiori. Se negli anni 80 la fascia di età più rappresentata era quella delle persone di 20 anni, cioè le persone di 20 anni intendo precisamente 20, non 21, 21, 23, ma 20 anni, erano superiori a quelli di qualsiasi altra età, erano quelli nati nel boom economico, oggi la fascia di età più rappresentata è quella delle persone di 59 anni, cioè i 59 anni sono superiori dei 22 anni, dei 90 anni, dei 42 anni. E anche questo numero è destinato ad aumentare, ma manno che iniziaranno a lasciarci le generazioni numerose quelle dei baby boomers che sono nati dopo la seconda guerra mondiale, e dunque la popolazione generale in Italia cala è già calata di 2 milioni di unità tra il 2014 e il 2022. Se ci eravamo abituati a dire che in Italia vivono 60 milioni di persone, beh non è più così, anche perché i flussi migratori non sono sufficienti a compensare le nasce teminori. Un'altra caratteristica di un paese con poche nasce, ma con un'altra aspettativa di vita, è l'invecchiamento della popolazione. Le tas media italiana ha superato i 46 anni ed è una delle più alte al mondo, non che la più alta di Europa. Questo pone un problema gigantesco per le case dello stato. O vero che queste persone sono già andate, stanno piano, piano andando in pensione, che significa avere diritto a un mantenimento economico dallo stato, da parte dello stato. Le pensioni che sono un altro vaso di pandora, qui si potrebbe dedicare un intero episodio, ma che è legato al tema di oggi sono un tema molto importante, dunque parliamo ne. Un paese in cui nascono sempre meno persone e ci sono sempre pianziani e un paese in cui ci sono sempre meno persone |
| 19:25.1 | che pagano le tasse, problema che ha gravato dalla disoccupazione giovanile, che è elevatissima in Italia, e sempre più persone che invece non contribuiscono più, essendo appunto in pensione, ed devono invece essere manteinute, economicamente dallo stato, e quindi di fatto dai lavoratori che pagano i contributi sociali, la previdenza sociale. Una precisione importante in Italia è contributi pensionistici che un lavoratore paga, non vengono messi da parte in una cassa forte come se fosse un tesoretto che gli viene restituito al momento della pensione. No, vengono invece usati subito dallo stato per pagare i pensionati attualmente in vita, che vengono presi e usati. Questo sistema si chiama in economia Pay As You Go, paga via via, diciamo così. Le generazioni giovani pagano le pensioni di quelle pianziane in un |
| 20:25.3 | patto generazionale intergenerazionale che va avanti ciclicamente. Io lavorando e contribuendo pago la pensione agli anziani di oggi, i giovani futuri, pagheranno la pensione a me. Ecco questo è il sistema che abbiamo in Italia ma che hanno molti paesi. Il problema penso sia evidente, no? Se ci sono sempre più anziani a cui spetta una pensione e sempre meno lavoratori che pagano le tasse che finanziano quelle pensioni, il sistema non può reggere. E in effetti non ci sorprende che la spesa pensionistica in Italia sia incostante aumento anno dopo anno. L'Italia è arrivata a spendere in metà del suo bilancio, cioè dei soldi che spendenuno anno, in pensioni, una cifra francamente sconcertante, perché poi i soldi che io pago come contribuente non bastano, bisogna sempre prendere soldi anche dalle altre tasse che paghiamo, perché appunto i contributi sociali che pago io e che pagano gli altri lavoratori non sono sufficienti per pagare tutte le pensioni, c'è sempre un deficit, come si dice. Ma poi non ci sono solo le pensioni, una popolazione pianziana è una popolazione che ha bisogno di cure mediche, nell'ambito di un sistema di saluteblica che è sempre più difficoltà. Questo può portare un paese a voler o dover tasare i propicittadini ancora di più per far fronte alle enormi e sempre crescenti spese. Una maggiore tassazione, significa in anzitutto mettere in difficoltà le imprese, obbligando quelle che possono ad andarsene via e allontanando gli investimenti dall'estero, ma anche facendo scappare i giovani talentuosi e i struiti che potrebbero contribuire alla crescita economica del paese con le loro competenze e il loro ingegno. Sì perché questo degli italiani che se ne vanno è un altro degli enormi giganteschi problemi strutturali dell'Italia, la cosiddetta Fuga dei cervelli. Dal 2011 al 2023 più di mezzo milione di italiani tra i 18 e 34 anni sono emigrati alla ricerca di stipendi più alti, migliori opportunità laborative, maggiore ma apertura culturale anche maggiore qualità di vita. E tra l'altro non è solo una fuga dei cervelli perché se un tempo ad andarsi ne erano i profili più qualificati oggi lasciano l'Italia anche persone meno qualificate che fanno lavori più umili che però non vedono opportunità nel proprio paese e guadagnerebbero di più al trove. Quindi se ne vanno anche loro i numeri sempre maggiori contribuendo a che nel paese rimangano persone sempre pianziane, più stanche, con meno spinta, imprenditoriale, meno vitalità, meno propensione al cambiamento. Non è sorprendente tra l'altro che il sistema produttivo italiano sia scarzamente innovativo ancorato a settori in cui va forte storicamente ma che è incapace di innovare e creare imprese ad alto valore aggiunto. Beh, poi c'è chi dice che il nostro petrollo e il turismo abbiamo già parlato in un episodio recentemente come portare ulteriori turisti in Italia non sia un problema, quindi non ne parlo qui. Comunque anche questo tema, di quello dell'emigrazione dei giovani, meritebbe un episodio a parte, ma è un altro pezzo del puzzle. Forse non c'è bisogno di specificarlo, ma l'Italia non è minimamente in grado a sua volta di attrarre |
| 24:05.4 | i giovani di talento dall'essero. Siamo gli ultimi in Europa per questo. Insomma, ma mano che parliamo di questo problema, emergono altri problemi, emerge il quadro preoccupante di un paziente, il paese Italia, che ha un sacco di malattie, un sacco di problemi tra loro collegati e che sono di difficile soluzione. Ora parlo per me, faccio un discorso più personale, ma penso che chiunque è nato negli anni 90 e dopo posso offrire testimonianze simili alla mia. In Italia noi giovani siamo cresciuti in un clima di generale sfiducia, dicanza di opportunità, senza un'idea chiara di futuro, senza prospettive. Se negli anni 50 e 60 c'era un grande ottimismo, c'era una speranza di un futuro migliore, di un progresso che avrebbe sempre migliorato la propria vita, beh oggi questo ottimismo e questa speranza per lo più mancano, completamente, direi, i giovani stessi diventano dunque meno ambiziosi, fiduciati, evitano il rischio, tra cui il rischio di fare figli, sono più apatici, sono più pessimisti, molti dei più ambiziosi lavorativamente parlando se ne vanno all'estero, quelli che rimangono si adattano |
| 25:25.1 | allo scenari attuale, ma non hanno le forze di lottare per cambiare le cose, anche politicamente, anche perché come le cambi le cose se fai parte di una minoranza e per arrivare a governare e democraticamente devi convincere la maggioranza dei cittadini di cui molti sono anziani appunto avotare per te. Bisogna puntare sui giovani una formula vuota di cui la politica che ha stato assolutamente inefficiente, incompetente sia da destra che da sinistra, si riempie la bocca, senza poi però far nulla di concreto per migliorare le loro condizioni di vita e il loro futuro. Voglio farti sentire visto che sto parlando da tanto tempo, voglio farti sentire un strato della canzone Goodby Malinconia con l'accento sulla osi di Caparezza Contoni Hadley, che già nel 2011 parlava del problema dei cervelli in Fuga che a me piace molto. Ti metto ilitornello ma scolta canzoni intero perché ti piacereà. Ora, c'è chi magari potrebbe chiedersi se un calo demografico sia effettivamente poi tutto questo problema. C'è chi dice che siamo già troppi sul pianeta terra e che non sarebbe necessariamente un male se fosse un po' di meno. Abbiamo visto problema delle pensioni e del sistema sanitario e di come questo calo demografico, questa crisi demografica ad anneggerrebbe una popolazione più anziana con sempre meno giovani in termini assoluti, oltre che anche i giovani stessi che sono incentivatiivati ad andarsene. Abbiamo già visto che questo avrebbe la conseguenza di rendere la popolazione meno imprenditoriale, meno energie, che a meno creativa, più ancora dal passato e alla nostalgia o alla malinco-dina, come direbbe caparezza, più conservatrice, ostile al nuove al cambiamento. Abbiamo già visto tutto questo, che tra l'altro avviene in un paese fondamentalmente e oggettivamente ignorante, che non è dotato delle conoscenze minime necessarie nel mondo di oggi, come Emerge da numerosi report del lox. Ne ho parlato nell'episodio di livello avanzato numero 28, che è di ben 5 anni fa, ma è ancora tristemente attuale. Purtroppo la scuola italiana non è assolutamente capaci di fornire competenza edeguate ai suoi cittadini e abbiamo visto poi che molte delle persone più istruite se ne vanno, lasciando indietro i più ignoranti. So che sembro duro, ma è oggettivamente così. |
| 28:46.0 | E questo viene misurato, hanno dopo anno. Quali sono le soluzioni? Come abbiamo visto, si può cercare di incentivare, fondamentalmente con i soldi, le persone a fare i figli. Ma abbiamo anche visto che questo non sembra funzionare granche anche nei paesi che lo fanno meglio. C'è poi chi vede nell'immigrazione un possibile pezzo della soluzione. |
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