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Podcast Italiano | Learn Italian (Intermediate & Advanced)

4 animali che puoi incontrare solo in Italia - Intermedio #54

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Podcast Italiano

Education, Society & Culture, Language Learning

4.9560 Ratings

🗓️ 10 August 2025

⏱️ 30 minutes

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Summary

Trascrizione con glossario (gratis) In questo episodio di livello intermedio, esploriamo la ricca fauna italiana attraverso quattro specie endemiche dell'Appennino: il lupo appenninico, l'orso marsicano, il camoscio appenninico e l'ululone appenninico. Scopriamo le loro caratteristiche uniche, i loro habitat e le sfide di conservazione che affrontano. Altri link e risorse utili: Dentro l'Italia - Corso di italiano avanzato (C1)Ebook gratuito: come raggiungere il livello avanzato in italiano"...

Transcript

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Ciao e benvenuto o benvenuta a un nuovo episodio di livello intermedio di Podcast Italiano. Io sono Irene e questo è un podcast per chi ama la lingua e la cultura italiana. Oggi parliamo di un argomento che piace a molte persone, gli animali. Tempo fa abbiamo dedicato un episodio agli animali domestici, come il cane e il gatto, insomma quelli che vivono in casa con noi, ma oggi lasciamo le mura di casa per ad entrareci nella natura selvaggia e parlare della fauna italiana, cioè degli animali selvatici che vivono liberi nella natura incontaminata. L'Italia è famosa per la sua arte, per la sua cucina e la sua storia, ma è anche un paese con una grande biodiversità. Pensa che in Italia ci sono circa cinquanta settemila specie animali diverse, alcune molto conosciute e comuni altre più rare. Naturalmente non possiamo parlare di tutti gli animali selvatici italiani, piuttosto ci concentreremo su alcune specie endemiche, cioè specie la cui presenza naturale è è limitata a una reagografica specifica e ristretta.

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In questo caso, l'Italia. Questo significa che queste specie di cui parleremo non si trovano spontaneamente almeno in nessun altro luogo al mondo. Sono comunque animali comuni, non aspettarti animali mitologici o altro, ma ti spoi l'erò che parleremo di quattro animali endemici a peninici, cioè appartenenti alla zona dell'appennino. Comunque, prima di iniziare, ti ricordo che questo episodio è accompagnato da una trascrizione gratuita che prepariamo per te. E che si trova sul nostro sito podcastitaliano.com. La trascrizione contiene un glossario dettagliato che ti permetterà di imparare, capire un sacco di parole e despressioni in move. Ti consiglio di dare un'occhiata alla trascrizione. È un ottima risorsa. Trovi il link nelle note di questo episodio nell'app dove ci sta escoltando. Spotify, Apple Podcast, o qualsiasi app di Podcast. Detto ciò, iniziamo. Oggi parliamo di alcuni exemplari della fauna italiana. Innanzitutto, che cos'è la fauna in generale? La fauna è l'insieme di tutti gli animali selvatici che vivono in un certo posto. Quindi la fauna italiana è l'insieme di animali selvatici senza contare gli animali domestici o dalle vamento che vivono in Italia. Secondo i dati ufficiali, riportati dal VVF, in Italia vivono più di 57.000 specie animali e ognuna vive nel suo habitat. Questa varietà di specie che c'è in Italia non è casuale, ma è il risultato di una combinazione di fattori naturali.

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Innanzitutto, la posizione geografica dell'Italia è strategica, perché l'Italia è situata al centro del Marme di Terraneo e fra tre continenti, l'Europa, l'Africa e l'Asia. Questa posizione rende l'Italia un punto di passaggio per molte specie animali, in particolare per gli uccelli migratori. A questo si aggiunge la varietà del territorio, con montagne come le alpie e gli appennini, colline, pianore, fiumi, laghi, mari, coste e isole, cherona gli animali ambienti e quindi habitat molto diversi fra loro. Anche il clima gioca un ruolo fondamentale, si passa dal clima alpino del nord a quello continentale del centro fino al clima mediterraneo del sud. Tutti questi elementi insieme favoriscono la presenza di un enorme varietà di habitat e di conseguenza di animali selvatici. Ora veniamo ai tipi di animali che vivono in Italia. La maggior parte degli animali in Italia sono invertebrati, cioè animali senza ossa, senza uno scheletro, come

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insetti, ragni, vermi, molluschi, tipo le lumache, e crustacei, cioè gamberi, granchi, etc.

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In totale ci sono quasi 55.000 specie di invertebrati, cioè circa il 97% della fauna italiana. Io non ho mai visto il video che non ho mai visto il video che non ho visto il video che non ho visto naturale, favoriscono la fertilità del suolo e permettono alla riproduzione di moltissime piante attraverso l'impollinazione.

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E poi comunque sono anche cibo, sono un nutriimento per numerosi animali vertebrati, come ucelli, pesci e anfibi. Purtroppo gli invertebrati, anche in Italia, così come nel resto del mondo, sono minacciati da diversi fattori, l'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo, ma anche l'organizzazione, l'agricoltore intensiva, il cambiamento climatico e la deforestazione. Questi sono tutti fattori che danneggiano e riducono gli abitati naturali dei nostri amici invertebrati. I animali vertebrati, invece, cioè quelli con lo scheletro, sono molto meno numerosi. Sono solo circa il 3% della fauna italiana. Ovviamente in primis ci sono i mammiferi, cioè animali con il sangue caldo, i peli, e che come l'essere umano allattano i piccoli. In Italia vivono circa 127 specie di mammiferi e oggi ne vedremo alcune endemiche, cioè che esistono solo qui, in Italia. Parto con quella che secondo me è una delle più affascinanti, il lupo appenninico, cioè il lupo che vive sui appennini in particolare in abbruzzo e non solo in realtà. Ora ovviamente il lupo non è un animale solo italiano, possiamo trovare il lupo in tanti altri paesi, però questo tipo di lupo, cioè quello appenninico, è al 100% italiano.

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Più di me. Poi è ovvio che gli animali camminano e quindi si spostano anche di paese in paese. Il lupo appenninico, ad esempio, cammina cammina è arrivato in Francia e in Svizzera. ciò non toglie che sia una specie endemica, cioè è nata sulla pennino e tipica dell'appennino, ok? Provo a descrivertelo, anche se nelle transcrizione troverai delle belle foto nelle note. Allora, è un tipo di lupo grigio marrone, un po' più piccolo degli altri lupi che si trovano in Europa.

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Infatti di solito pesa tra i 25 e i 30 chili. Vive in branco, cioè in piccoli gruppi formati da una famiglia, la mamma, il papà e i cuccioli. Il lupo appenninico è carnivoro, quindi mangiò solo carne, cacciani mali selvatici come i servi, i cinghiali e i caprioli, ma qualche volta può anche mangiare piccoli animali o animali da fattoria, come pecore e capre. Il lupo è un animale estremamente intelligente, basta vedere come il branco organizza la caccia in in gruppo. Divide i compiti e i ruoli in modo da circondare la vittima senza lasciare le scampo. Oltre ad essere particolarmente sveglio, il lupo è anche un'animal esociale. Infatti l'espressione lupo solitario paradossalmente non non si applica al lupo, che generalmente non conduce una vita solitaria, ma vive

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a punto in branco in un territorio stabile che difende dagli altri lupi. Adesso, so che ti sta iponendo questa domanda. Il lupo in Italia è pericoloso? La realtà è che quasi impossibile incontrare un lupo nel bosco e anche se succede, il lupo non è un animale cattivo, non esistono animali cattivi, gli animali attaccano solo per due cose, per difendersi se si sentono minacciati e per mangiare. Quindi il lupo non attacca mai l'uomo perché non lo riconosce come possibile preda, anzi al massimo l'uomo è una minaccia per il lupo da cui allontanarsi molto velocemente. In facti c'è stato un periodo in cui l'uomo era davvero pericoloso per il lupo appenninico, almeno fino a gli anni 70, poi nel 1971 il lupo è stato dichiarato specie non cacciabile e successivamente nel 1992 è stato ulteriormente classificato come specie particolarmente protetta in Italia. Questa protezione è stata estituita a causa della grave diminuzione della popolazione di lupi, arrivata a poche decine di esemplari nei anni 70. Ma aspetta a cantarvittoria, perché purtroppo recentemente, cioè il 5 giugno di quest'anno, l'Unione Europea, con il voto favorevole dell'Italia, ha provato il del classamento dello status di protezione dei lupi, da specie strettamente protetta a protetta e basta. Quali saranno le conseguenze? Ancora non lo sappiamo perché a quanto pare ogni stato membro dell'Unione Europea ha il diritto di decidere come gestire la situazione all'interno del proprio territorio, cioè all'interno del territorio del proprio stato. Come aggirà l'Italia, in questo caso, io non lo so, sinceramente, tema il peggio. Portrò po' l'Italia ha una forte tradizione e passione per la caccia, ancora vista come sport, come passione spesso tramandata di generazione e generazione. E non ci fermiamo alla caccia o al bracconaggio, perché sono molti lupi che vengono uccisi anche con bocconi avvelenati. L'utilizzo di eschi avvelenate particolarmente devastante, perché può uccidere interiri branchi e anche altri animali, inclusi ucelli rapaci e animali domestici, soprattutto i cani, un'orrore. Questo è il classico caso in cui ci dobbiamo domandare chi è l'animal e chi è la bestia, il lupo o l'uomo. Comunque prima di passare al prossimo animale ti faccia sentire il verso dell'upo appenninico ora facciamo un grande imbocca lupo ai lupi e passiamo al prossimo animale selvatico che potrebbe chearti di incontrare in Italia. Oddio, speriamo di no. Sto parlando dell'orso. L'orso marzicano, un tipo speciale di orso bruno, cioè di orso marrone dal pelo marrone. L'aggettivo bruno, bruna in italiano si usa anche per indicare il colore marrone. L'orsomarsicano si chiama così perché si trova in particolare nella zona della Marsica, un'area della brutzo, storicamente abitata in epochantica dai Marsi, un popolo italico del primo millegno avanti Cristo. Quindi come il lupo appenninico abita sui appennini, questa catena montuosa che attraverza tutta l'Italia dal Nordal Sud, proprio come una spina dorsale, una colonna vertebrale, e così anche l'orso marzicano è endemico della marzica. Ed è un'animale molto speciale, perché si stesse solo qui e nessun altro posto del mondo. L'orso marzicano è un nivoro, cioè mangià un po' di tutto, frutti di bosco, radici, ghiande, miele, la sua dieta in genere è composta per quasi il 90% di vegetali, ma in primavera quando i vegetali freschi sono ancora arari, mangià anche in setti piccoli animali e a volte carcasse, cioè animali già morti. Questorso è attivo soprattutto la sera e la notte e anche se è grande non è pericoloso per luomo, è timido e preferisce scappare se sente rumore o se vede qualcuno. Certo, se si sente minacciato come ogni animale è imprevedibile, quindi può reagire ed essere pericoloso perché comunque è alto 2 metri e pesa circa 200 kg. Diciamo che un orso può otta car'uomo solo se viene sorpreso all'improvviso o se si sente minacciato, in particolare, nel caso delle femmine con i cuccioli che sono molto protettive. Per questo spesso, quando si cammina in zone dove potrebbero esserci degiorsi, si segnala alla la propria presenza in modo che il orso, se è nei paraggi, si allontani prima che voi vi incontriate. Un modo semplice per segnalare la propria presenza è parlare ad alta voce, cantare, fischiare o battere le mani ogni tanto. Setticapita di incontrare un orso, ricordati che non bisogna assolutamente avvicinarsi all'orso, ne dargli da mangiare. E la regola più importante è non perdere la calma. Non bisogna urlare, non bisogna lanciare oggetti o fare movimenti bruschi. Bisogna indietreggiare lentamente, senza dargli il spalle. Se l'orso sia vicina, non bisogna reagire. So che è difficile, ma bisogna rimanere immobili, o meglio ancora sdraiarsi affacciando, proteggendosi la testa. Questo comportamento comunica'orso che non rappresenti un pericolo. In molte situazioni l'orso si ferma, annusa e poi si allontana senza alcun contatto fisico. Ovviamente inutile ad dirsi non tentare di scappare un orso può correre fino a 50 chilometri allora ed è anche un ottimo arrampicatore, quindi correre o arrampicarsi sono pessima idee. Ok, comunque è molto raro che un orso attacchi è un essere umano. Anche se è successo, anche recentemente, nei ultimi anni in Italia due orsi sono diventati molto famosi.

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Si chiamano Gij4 e M49. Questi nomi così strani sono i realtati codici che servono a riconoscere i orsi. Nel caso di M49 è un codice tecnico. M sta per maschio e 49 indica che è il 49esimo orso maschio identificato in quella zona. JJ4 è un orsa femmina che viveva nei boschi del Trentino. Era già conosciuta dalle autorità perché si era avvicinata troppo aiasseri umani. Nel 2023 ha avuto un incontro tragico. Ha attaccato e ucciso un giovane italiano che stava correndo da solo in montagna. Dopo questo fatto, JJ4 è stata catturata e le autorità hanno deciso di abbatterla, ma molte persone non erano d'accordo ambientalisti, scienziati e cittadini comuni hanno protestato, dicendo che l'orsa andava a protetta, che non era colpasua e che magari andava spostata in un luogo isolato. E così è stato. Ora si trova in Germania, più precisamente nel parco alternativo per orsi e lupi. M 49 invece è diventato famoso prima di tutto per le sue fuge. È stato soprenominato papillon, come il protagonista dell'omonimo film, perché è scappato più volte dai recinti in cui era stato rinchiuso. Era considerato pericoloso perché si avvicinava i paesi, cercava cibo vicino alle case e faceva danni agli allevamenti, ma non ha mai attaccato persone. Nel 2019 è stato catturato e messo in un recinto superprotetto, ma è scappato anche dallì, arrampicandosi su una recinzione elettrificata. Questo lo ha reso una specie di leggenda. Alcuni lo vedevano come un orso criminale, altri lo ammiravano come simbolo di libertà. Dopo vari fuge, anche a me 49 è stato infine catturato e rinchiuso definitivamente in un recinto vicino Trento in un centro di recupero. Il recinto si trova all'interno di una zona verde, ma il rincinato vive in un'area limitata, recintata a punto decisamente inadeguata. Il recinto è molto più piccolo rispetto allo spazio che è un orso necessita e questo può causare gli stress da isolamento e problemi di salute. Comunque, prima di passare al prossimo animale, ti faccio sentire il verso del orso marzicano. Dopo aver parlato dell'uppa penico e dell'orsomarsicano o comunque dell'upie degli orzi in generale, rimaniamo sempre sull'appenino per conoscere un altro animale simbolo della fauna italiana, il camoscio appeninico. Anche lui, come gli altri due, è una specie endemica, cioè vive solo in Italia, più precisamente sulla appennino centrale in regioni come la Brutzo, il Lazio e il Molise. Lo può trovare in alcuni parchi nazionali, come il Parco nazional e da Brutzo, Lazio e Molise, o il parco della maillella. Non lo trovi ne sulle alpi, ne in altre giorni europee.

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È una varietà unica di... nazionale da brutto, l'azio emolise o il parco della maillella. Non lo trovi

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né sulle alpi, né in altre giorni europei. È una varietà unica di camoscio. Il camoscio appenninico è un ungulato, cioè è un animale con gli gioccoli, come i cavalli, e fa parte della stessa famiglia dei caprioli e delle capresellbatiche. È un animale herbivoro.

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Sinutre di erbe, foglie, germogli, fiori e in inverno riesce a sopravvivere anche con una dieta più povera fatta di cortecce e i cani. Il suo aspetto è davvero elegante, ha un corpo slanciato e agile, il pelo marronero sastro de state è più scoro quasi in ero di inverno, con una linea chiara sul dorso. Ma la caratteristica più riconoscibile sono le corna, sia i maschi che le femmine le hanno, corte, dritte e leggermente curve all'indietro. È un animale estremamente agile e veloce, capace di saltare tra le rocce come una robata in modo incredibile. Vive tra i mille e i 2500 metri di altitudine, in zone montuose e scoscese, dove pochi altri animali riescono ad arrivare. I suoi gioccoli sono adatti alla vita in montagna, hanno una parte centrale rigida e un bordo esterno morbido e aderente, che gli consente di non scivolare anche sulle rocce più ripide. Vive in piccoli gruppi, solitamente formati da femmine con i piccoli, mentre i maschi adulti sono più solitari, tranne che nella stadione degli amori, cioè in Ovdunno. Durante questo periodo i maschi si affrontano anche in duelli spettacolari per conquistare le femmine. Anche questa specie, purtroppo, ha vissuto momenti drammatici, pensa che all'inizio del 900 il camosci appenninico ha rischiato l'estinzione più volte, si stimava nei rimanestero meno di 30 exemplari. È stato proprio grazie alla creazione del Parco nazionale da Brutzo, nel 1923, che sia potuto iniziare a proteggere questo splendido animale. E oggi la situazione è molto migliorata. Si calcola che ci siano circa 3.000 individui, un numero ancora fragile, ma molto incoraggiante. È considerato ancora una specie rischio, ma grazie ai progetti di tutela e ripopolamento, oggi possiamo sperare in un futuro più stabile per questo simbolo della biodiversità italiana. Per quanto riguarda la caccia al camoscio appenninico è illegalissima, è una specie definita particolarmente protetta e l'ucisione o la cattura di questo

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exemplare è punita con l'arresto da tre mesi ad un anno e d'un amendà da mille treinta-due euro a se mila cento novantacinque euro oltre che la revoca della licenza di caccia e il divieto di rilascio per dieci anni, divieto che diventa permanente in caso di recidiva, cioè nel caso si ripeta il reato. Menomale, il camoscio vince la caccia uno a zero. Comunque, prima di procedere, ti faccio sentire il verso del camoscio appenninico. Anzi, più che verso, forse dovre dire il soffio, senti qui.

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Ora, prima di salutarti, voglio parlarti di un'ultima specie endemica. Preparati perché è adorabile. Nascosto nell'appennino, in qualche pazzangra, lì dove il luomo raramente mette piede vive un piccolo rospo dal nome curioso. Lululone appenninico. Avederlo può sembrare insignificante. È un rospo piccolo che non supera i seicentimetri. Ha il dorso, cioè la schiena, marrone o grigastra, come il fango in cui si nasconde, è ruvido come la corteccia di un albero, in insomma riesce a mimetizzarsi molto bene. Ma se poco poco si gira, svella la sua arma segreta. Un ventre, cioè una pancia, giallo brillante, sgargiante, costellato da macchienere. E questa pancia gialla è un segnale dall'arme naturale, perché serve a comunicare al nemico o al predatore che l'ulolone appenninico è vellenoso e non è solo la sua pancetta gialla a rendere l'ululone unico. A un'altra particolarità, un'altra caratteristica speciale, la sua voce. Ti sei chiesto o chiesta perché si chiama l'ululone? La risposta è nel nome. Questo rospo infatti non graci da come lerane. Non fa cra cra o fra bè, fra bè. O qualsiasi verso faccia la rana o i rospo nella tua lingua. Ma ullula come un lupo. Il suo verso, meglio canto non è gracchiante come ci si aspetta, ma dolce e melodico. Te lo faccio ascoltare subito. Questa specie di rospo vive solo in Italia ed è considerata endemica dell'appennino centrale e meridionale.

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È un'ale timido e schivo che trascorre la maggior parte della sua vita nascosto tra le foglie, nelle cavità del terreno o in piccoli russselli. Preferisce zone umide ma non troppo fredde, ambienti o bruosi dove l'acqua è ferma o scorrellentamente. E purtroppo anche il nostro piccolo amico Ululone è in pericolo. La sua è una specie considerata in pericolo. I motivi sono tanti. Principalmente il cambiamento climatico e l'inquinamento. Comunque, per ora l'ololone appenninico continua a esistere. È resiliente. Mi raccomando, guarda la foto che ti lascio nella trascrizione. Da vero carino. Purtroppo, l'episodio di oggi finisce qui. Anche se per quanto mi riguarda potrei parlare di animali per ore e ore e ore. Spero l'episodio ti sia piaciuto e prima di salutarti ti lascio con una riflessione. Oggi abbiamo visto una piccolissima parte della ricchezza faunistica italiana. E questa ricchezza va protetta, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. E per proteggere queste specie di cui molte rischio destinzione, ognuno di noi deve rispettare la natura, anche nei gesti più semplici. Quando cammini in un bosco o in montagna resta sempre sui sentieri, non solo per la tua sicurezza, ma anche per non disturbare gli animali che vivono lì. Non lasciare rifiuti, nemmeno quelli che sembrano naturali, perché per la fa una locale possono essere pericolosi. Evita di fare rumori forti, rispette il silenzio, osserva dall'ontano e non toccare o avvicinare gli animali selvatici. Se viaggi con il tuo cane, ti anilo al guenzaglio, soprattutto in zone protette, anche un cane molto tranquillo può mettere in pericolo una specie vulnerabile. E poi informati, conoscere meglio gli animali che vivono vicino a te, o nei luoghi che visiti, è già un primo passo per rispettarli. E aiuta gli animali anche più piccoli e deboli, che si tratti di un uccellino caduto dal nido o di una voltape investita. Dobbiamo ricordarci che tutti gli animali in natura hanno ruolo. Anche quello che sembra insignificante ai nostri occhi, in realtà è un ingranaggio prezioso in un equilibrio molto più grande di noi. E poi prendersi cura dei più piccoli è un gesto di humanità, è un modo per allenare la gentilezza e il rispetto. E questi valori non restano solo nel bosco o in campagna, ce li portiamo dietro nella vita quotidiana, nel modo in cui trattiamo gli altri, noi stessi e il mondo in cui viviamo. Quindi sì, aiutare anche una formica può sembrare sciocco ma è già un passo avanti verso qualcosa di più grande. Infine, se poi, sostieni i parchi naturali, le riserve e le associazioni che si occupano della tutela della fauna, la natura ci regala tantissimo ogni giorno,

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il minimo che possiamo fare è prenderci necura. Scusa la ramanzina, la paternale, sono curiosa di sapere tu che ne pensi, se i ami gli animali e gli rispetti o se non ti piacciono e speri si estinguano tutti. No, scherza. Dimi anche quali sono le specie endemiche del tuo paese e se non lo sai, fai una ricerca. Magari scopri qualcosa di sorprendente. Comunque spero che questo episodio ti sia piaciuto e che tu abbia imparato qualcosa di nuovo sulla mera viliosa fa una italiana.

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Infine, ti auguro di non incontrare mai un lupo o un orso durante le tue vacanze in Italia.

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Detto questo, grazie per l'ascolto e alla prossima. Ciao!

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