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Podcast Italiano | Learn Italian (Intermediate & Advanced)

I vizi degli italiani - Intermedio #52

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Podcast Italiano

Education, Society & Culture, Language Learning

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🗓️ 15 June 2025

⏱️ 27 minutes

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Summary

Trascrizione con glossario (gratis) In questo episodio parliamo di alcuni comportamenti problematici diffusi nella società italiana: fumo, alcol, gioco d'azzardo, evasione fiscale e corruzione. Altri link e risorse utili: Dentro l'Italia - Corso di italiano avanzato (C1)Ebook gratuito: come raggiungere il livello avanzato in italiano"Ebook gratuito, "50 modi di dire per parlare come un italiano"YouTubeInstagramFacebook

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Ho un brutto vizio, mi piace osservare i vizi degli altri. Lo so, non è molto elegante, però mi affascina vedere come certi abitudini, anche quelle più brutte, dicano molto di noi e del nostro modo di vivere. E poi, quando si parla di vizi, beh, noi italiani ne abbiamo una bella collezione. C'è chi non resiste al caffè?

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Chi non riesce a smettere di fumare, chi sogna di diventare milionario, grattando un gratevinci, giocando alle slow machino all'otto. E poi c'è chi beve alcol come fosse acqua, chi non paga le tasse e anche chi raccomanda o corrompe sul lavoro. E questi sono solo alcuni dei vizi degli italiani. In questo episodio, infatti, passeremo il rassegna i vizi più diffusi tra gli italiani. Non per giudicare, ma per capire, perché dietro ogni vizio c'è una spiegazione, magari psicologica, ma spesso anche culturale. Ciao e benvenuto, o benvenuta a un nuovo episodio di livello intermedio di Podcast Italiano. Io sono Irene e questo è un podcast per imparare l'italiano attraverso contenuti interessanti. Come sempre, questo episodio è accompagnato da una trascrizione gratuita con glossario, che contiene la spiegazione di tutte le parole difficile e le strutture grammaticali difficili che oserò. Ti consiglio di consultarlo, sia il glossario che è la trascrizione, perché sono strumenti super utili, soprattutto se vuoi imparare l'italiano senza sforzo. Allora ti lasce l'inca la trascrizione nelle note di questo episodio che trovi nell'app che sta usando per ascoltarmi. Pico la parentesi, perdona la mia voce, è molto bassa, ma sono stata d'una festa e ho cantato a squarcia gola quindi stamattina o pochissima voce. Ora torniamo a noi. Oggi parliamo di un argomento un po' controverso, un po' provocatorio ma anche molto interessante, cioè i vizi degli italiani. Perché sì, anche se i italiani sono famosi soprattutto per essere affascinanti, stilosi, passionali e simpatici, hanno anche tanti difetti e vizi. E poi ogni tanto è bene fare un piccolo esercizio di autocritica e capire quali sono quei difetti, quelle abitudini sbagliate o quei tratti culturali che nel bene o nel male, come in questo caso, ci caratterizzano. Ovviamente non si tratta di un attacco agli italiani, io stessa sono italiana, ma piuttosto di un'occasione per riflettere e far conoscere meglio, a te che ascolti, gli abitanti del paese che tanto ti piace. Iniziamo da un vizio che sicuramente se sei stato stata in Italia avrà innotato. Il fumo, in Europa si fuma tanto, questo si sa. E in Italia, in particolare, il vezzo del fumo è uno dei più diffusi e radicati nella società, nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione e le restrizioni legislative degli ultimi decenni. Secondo l'istituto superiore di Sanità circa il 24% della popolazione adulta italiana è fumatrice e i fumatori sono soprattutto uomini. Praticamente almeno una persona su quattro ogni giorno fuma, sigarette, sigari, tabacco trincciato o la sigaretta elettronica. Devo dire che il fumo è spesso visto in Italia come una forma di abitudine sociale. Fori dai par, nei cortili delle scuole, davanti ai locali o durante le pausa di lavoro si fuma per socializzare, per rilassarsi, per trovare un momento di pausa dallo strasco o tediano. È visto come una specie di rituale condiviso che crea connessione tra le persone. Questo vale soprattutto per i gruppi di amici tra colleghi o nei contesti informali, dove spesso la sigaretta diventa un mezzo per romper il ghiaccio. Infatti, purtroppo, sono molti gli adolescenti che iniziano a fumare molto presto, spesso già a partire dai 14attor dici anni. Lo fanno spesso per imitazione o per pressione sociale. La leggerezza con cui giovani italiani si avvicinano il fumo è davvero all'armante. Soppratutto considerando che spesso non hanno una reale consapevolezza dei danni a lungo termine.

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È comunissimo vedere ragazzi che fumano nei cortili delle scuole superiori, quindi dai 14 anni in suo, ma spesso succede anche nelle scuole medie. Pensa che fino a tempi relativamente recenti, in Italia si poteva fumare nei locali pubblici al chiuso, come Bar, Ristoranti e Persino Uffici. Il divieto di fumo è entrato in vigore solo il 10 gernaglio 2005, con la cosiddetta legge Sircchia, che ha finalmente introdotto il divieto di fumo in tutti i locali chiusi per proteggere non fumatori dal fumo passivo. Prima di questa legge, il divieto di fumare era già stato introdotto nel 1975, ma solo per alcuni luoghi pubblici specifici, come le corsie degli ospedali, le aule scolastiche e i mezzi di trasporto pubblico. A quanto pare, all'epoca, questo divieto fu un cambiamento culturale grandissimo, che inizialmente vende accolto con scetticismo. Oggi fortunatamente le persone sono più consapevoli dei danni del fumo, si attivo che passivo, e cè maggiore attenzione verso i nuffumatori. Comunque nonostante tutto il fumo resta un problema sanitario e culturale gravissimo. I numeri parlano chiaro, secondo il Ministero della Salute ogni anno in Italia muoiono circa 94.000 persone a causa di malattie collegate al fumo. Parliamo di persone che conoscono i rischi che corrono, ma che sono totalmente a sue fatti, mentalmente e fisicamente, che non riescono a smettere. Dal tronde qui parliamo di un vizio che anche una dipendenza. ma cosa c'è di meglio che fumarsi una sigaretta, mentre si beve un bel bicchiere di vino? Infatti un altro vizio molto presente in Italia è quello dell'alcol. In Italia l'alcol è considerato parte integrante della vita quotidiana, proprio come il fumo, ed è proprio questa

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normalità a rendere difficile riconoscere i segnali di un consumo problematico. L'alcoli in Italia non è solo una bevanda, è un simbolo culturale, una tradizione, c'è chi beve un bicchiere di vino attabola chi amaro, dopo i pasti, chi uno spritza all'aperitivo e chi un bel caffè corretto la mattina. Tutto questo sembra in nocqua e spesso lo è se fatto con moderazione, ma il problema nasce quando si supera quella soglia sottile che separa il consumo occasionale dall'abuso. Secondo l'istituto superiore di sanità, circa 8 milioni di italiani bevono alcohol in maniera rischiosa e oltre 800 mila hanno un comportamento di tipo alcohol dipendente. I dati più preoccupanti riguardano i giovani, fra i quali il abuso di alcol, soprattutto nel fine settimana, è diventato una vera emergenza. Ragazzi e ragazzi, anche molto giovani, iniziano a bere per sentirsi accettati, più grandi o più interessanti, insomma per superare l'insicurezza sociale, con conseguenze spesso gravi tra cui incidenti stradali, come atilico e dipendenza. Gli esperti parlano di abusatori periodici, cioè giovani che non bevono moderatamente perché magari gli piace il sapore dell'alcol, ma solo in modo esagerato e solo il sabato sera, proprio con lo scopo di ubriacarsi. Va anche detto che in Italia il livello di controlli nei locali non è per niente all'altezza del problema. In teoria chi vende alcol dovrebbe chiedere un documento di identità,

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a meno che è l'età dell'acquirente non sia chiaramente superiore ai 18 anni,

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ma in pratica purtroppo molti esercenti o barman ignorano il divieto o chiudono un occhio,

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specialmente nei locali notturni frequentati dai giovani. Comunque,

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l'alcol non è un problema che riguarda solo i giovani. Un'altra realtà, spesso invisibile o ignorata, è quella delle persone senza fissa di mora che vivono in condizioni di estrema fragilità sociale e economica. In Italia, soprattutto nelle grandi città del centro, come Roma o del Sud in generale, molti di questi senza tetto, spesso stranieri, ma non solo, fanno uso di alcol in maniera pesante e continuativa. E' importante trattare questo tema con delicatezza e rispetto, evitando giudizi superficiali. per molte persone che vivono in strada l'alco diventa o rifugio, un modo per affrontare il freddo, l'isolamento, la fame, ma anche il dolore, fisico o emotivo e la perdita della dignità. Spesso queste persone hanno vissuto eventi traumatici, quindi in questi casi non so se parlare di vizio sia del tutto corretto. Comunque, andiamo avanti e passiamo al terzo vizio. Il gioco d'azzardo, questo è uno dei vizi più subtoli e pericolosi presenti nella società italiana. Non si tratta infatti semplicemente di un passatempo, di un hobby, ma di una vera e propria emergenza sociale che coinvolge milioni di persone e muove miliardi di euro ogni anno. L'Italia è uno dei paesi europei con il maggior numero di luoghi, di posti, in cui si può giocare da zardo, tratta baccai, sale scommesse, bar e locali, senza menzionare che i grattavvinci si possono comprare letteralmente ovunque, anche nei supermercati. Il vicino del gioco assume diverse forme, c'è il classico gioco dell'otto, molto popolare tra gli anziani, poi i grattavinci, le scommesse sportive e le slow machine che rappresentano la forma più grave di dipendenza. Infatti, anche qui, come il fumo e l'alcol, quando il gioco smette di essere una concessione, uno sfizio, insomma, un semplice passatempo diventa una vera e propria dipendenza. Una di quelle dipendenze che non richiede l'uso di una sostanza. La dipendenza dal gioco prende il nome di ludo patia e come il tabagismo o l'alcolismo è una vera e propria dipendenza, riconosciuta anche dal servizio sanitario nazionale. I giocatori patologici sono persone che non riescono a fermarsi, non riescono a mettere di giocare che sperano sempre nella vincita che cambia la vita e che spesso finiscono per rovinare se stessi e le proprie famiglie, economicamente e non solo perdendo così tutto, soldi, famiglia, lavoro, casa, relazioni, etc., etc. Le famiglie sono spesso le prime vittime collaterali di questa dipendenza e ciò che è peggio e che tutto questo accade sotto gli occhi dell'ostato che è ben consapevole del problema, ma non interviene in nessun modo anche perché i profitti le entrate fiscali del settore e del gioco sono altissime. E questo è ironico perché se lo stato preferisce i guadagni che riceve grazie al gioco da giardo al bene del cittadino, il cittadino fa più o meno lo stesso, ricambia il favore attraverso un altro bel vizietto che hanno gli italiani. Sto parlando dell'evasione fiscale, uno dei vizi storici più radicati nella società italiana. Non si tratta solo di una questione economica, ma di un fenomeno culturale legato alla percezione che è fregare il fisco sia in fondo un atto di forbizia. È un comportamento che coinvolge tutti, ricchi e poveri, artigiani e grandi imprenditori, liberi professionisti e colossi azendali. Le visionione fiscale rappresenta una delle principali cause del Depito Pubblico e della scarca equità sociale. Secondo recenti steam del Ministero dell'Economia, l'Italia perde ogni anno tra gli 86 e 96 miliardi di euro a causa delle Vasione Fiscale. Parliamo di soldi che potrebbero essere usati per qualsiasi cosa, letteralmente, visto che c'è tanto da sistemare, dalle grandi città, ai borghi in via destinzione, dalle scuole, ai trasporti, dalle sanità, all'infrastrutture, veramente la lista è lunga. E invece questi soldi vengono sottratti per così dire alle case dello stato da chi non pagaliva, da chi dichiara meno del dovuto, da chi lavora in nero, cioè senza contratto, spesso però non per colpa sua, eccetera eccetera. Il problema comunque non è solo nei numeri, è nella mentalità. In Italia esiste una certa tolleranza sociale nei confronti dell'evasione fiscale. Se un negoziente non rilasce lo scontrino o un idraulico propone uno sconto senza fattura, difficilmente gli viene fatto notare o gli viene chiesto di fare la fattura o lo scontrino. Anzi spesso viene considerato furbo. Secondo molti italiani, comunque, questa teggiamento deriva anche da un senso di ingestizia. molti cittadini guadagnano poco e pensano che lo stato spreche rebbe le risorse pubbliche i soldi pubblici e che dunque non valga la pena contribuire le almente. Certo, se la pensassimo tutti così sarebbe un problema, il sistema fiscale crollerrebbe, lo stato non potrebbe più garantire servizi essenziali come la sanità, l'istruzione o i trasporti pubblici e alla fine a pagare nel prezzo sarebbero proprici tattini. Pagare le tasse è un peso certo, non lo metto in dubbio, ma è un atto di responsabilità civica, un modo per contribuire al bene comune. Dopo tutto, viviamo in una società e non possiamo fare comecipare. Comunque, la lotta allevasione è complessa, perché richiede sia contro li più efficaci, sia un cambiamento culturale e mentale. Infatti un cittadino che non crede, che non ha fiducia nello stato, è difficile che senta il dovere di pagare le tasse. Ma l'Italia ha in me anche questo. Un paese in cui molto spesso l'interesse personale prevale su quello collettivo. E questo è visibile anche in un altro vizio all'italiana, la raccomandazione. Magari ne hai già sentito parlare? In pratica è quando una persona ottiene un lavoro, un posto o un incarico importante, non perché brava e selomérità, ma perché qualcuno di importante di influente la presenta al capo e la spinge. È una sorta di istituzione segreta ai paralleli alla classica che regola l'accesso ai posti di lavoro, ai concorsi pubblici, ai incarichi accademici e alle carriari politiche. In Italia parliamo spesso di conoscenze e spinte, due termini che indicano un sistema in cui conoscere qualcuno di influente è più importante dell'essere competente, perché quella persona influente può darti una

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spinta, può spingerti verso ciò che desideri, può aiutarti a saltare la fila, a superare gli altri e a entrare in un posto dove magari non sareste arrivato con le due forze. Questo vizio è particolarmente presente nel settore

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pubblico, dove la percezione comune è che molti concorsi o selezioni siano già decisi in partenza, che già si sappia chissarà il vincitore insomma. magari un parente di qualcuno nella giuria o nella commissione.

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Portròppo la raccomandazione è vista da molti come una scorciatoria in un paese dove le opportunità sono molto scarse, dove se non conosci nessuno, se non ricevi una spinta, non vai da nessuna parte. Questo modo di pensare ovviamente mette in

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pericolo la merito crazia, l'esperanza e l'autostima di tanti. Sanzi a contare che le conseguenze della raccomandazione sono gravissime, le aziende e le istituzioni rischiano di perdere talento e innovazione, scegliando raccomandate invece di persone preparate. E chi ci rimette siamo tutti noi, perché a guidare un ufficio, uno spedale o un'università, magari non è la persona migliore o più preparata, ma quella raccomandata. E che cosa far rimà con raccomandazione? Beh, la parola corruzione. La corruzione è un fenomeno che tucca e abbelena tutto. La politica, le imprese, la pubblica amministrazione e l'istruzione. In poche parole la democrazia. Quando si parla di corruzione in Italia è difficile non pensare agli scandali che hanno segnato la storia recente del paese, come tangentopoli, il nome con cui è passato alla storia uno dei più grandi scandali di corruzione politica della storia italiana. Il termine deriva da Tangente, cioè una mazzetta, una somma di denaro data illegalmente in cambio di favori a palti o concessioni. Per farla breve, nel 1992 un magistrato di Milano, Antonio di Pietro, ha arrestato Mario Chiesa, un politico del partito socialista. Questo ha resto, ha dato il via a una serie di indagini, conosciute come Inchiesta Mani Pulite, che hanno portato alla luce un sistema di corruzione tra politici, imprenditori e funzionari pubblici. In pratica molte aziende private pagavano tangenti o mazzette che abbiamo detto essere soldi in cambio di favorito insomma, ai partiti o ai politici per ottenere appalti pubblici o favori amministrativi? Che cos'è un appalto? Un appalto è quando lo stato o un ente pubblico, come un comune, una regione, eccetera, etc., deve fare un lavoro. Ad esempio costruire una strada o ristrutturare una scuola e chiede a delle aziende private di candidarsi per farlo. In pratica è come se lo stato dice se ho bisogno che qualcuno faccio questo lavoro, chiede disponibile e quanto mi costa, le aziende interessate presentano la loro ferta e poi lo stato scegli quella che sembra migliore.

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In teoria, gli appalti pubblici dovrebbero funzionare in modo trasparente. Lo stato dovrebbe scegliere l'aggenda migliore, cioè quella che offre il lavoro al prezzo più conveniente e con la qualità migliore. ma negli anni 80 e 90 in Italia spesso non funzionava così.

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Durante Tangentopoli è immerso che molte aziende private pagavano tangenti, cioè di nuovo soldi sotto banco, di nascosto, a politici e funzionare pubblici per vincere gli appalti. In pratica, invece di competere o nestamente, compravano il favore di chi decidiva chi avrebbe fatto il lavoro. Quindi l'appalto diventava una scusa per fare soldi illegalmente. L'azienda privata diceva il politico, se mi da il lavoro, ti dò un po' di soldi. Lo stato allora, sotto consiglio del politico, assumiva la genda privata diceva il politico se mi da il lavoro ti donò un po di soldi. Lo stato allora sotto consiglio del politico assumiva la genda privata e la pagava con i soldi pubblici e il politico che aveva raccomandato la genda privata ci guadagnava qualche soldino. L'inchiesta ha avuto effetti enormi, Più di 6.000 persone sono state indagate e circa 1233 arrestate. Interi partiti sono crollati e si è chiusa un'intera epoca politica, quella della cosiddetta primaria pubblica. Se ti interessa, cerca la vicenda su Google. Comunque, la corruzione non ha che fare solo cuoi politici. È un fenomeno molto più diffuso e sottile, che entra anche nella vita quotidiana delle persone comuni. Secondo il rapporto dell'Eastat, pubblicato nel 2024, quasi una famiglia sucento in Italia ha ricevuto una richiesta di denaro o favori in cambio di facilitazioni. In poche parole pagando una persona magari può fare una visita medica molto prima rispetto al giorno del suo appuntamento o anche una pratica all'ufficio pubblico o magari uno studente può ottenere un voto più alto all'università. E viceversa, a molti cittadini sono stati anche offerti soldi in cambio del voto per un candidato politico. Comunque secondo il report dell'Estat, la corruzione è incalo in Italia. Quindi, meno male. Continuiamo così, cerchiamo di migliorarci. I vizi di cui abbiamo parlato oggi, comunque, non sono solo vizi italiani. Ogni paese ai suoi problemi non esiste un paese perfetto e vivere in una società, in una comunità, significa anche questo, sviluppare nel tempo vizi ed i fatti. Fa parte dell'essere umano, del nostro modo di vivere e convivere con gli altri. Quindi spero di non aver rovinato l'immagine che avevi dell'Italia magari di paese perfetto, nessuno è perfetto. Comunque ora ora tocca a ten. Fami sapere in un commento su Spotify o Apple Podcast o sul nostro sito podcastitaliano.com quali sono i vizi più diffusi nel tuo paese e quali vizi italiani, per così dire, ti hanno scioccatto di più. L'episodio finisce qui, io spero ti sia piaciuto e se è così, ti invito a valutare

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podcast italiano, sull'app che usi per ascoltarci con cinque stelle.

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E se ti va, condividi l'episodio con amici e familiari.

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Se capisco l'italiano, bene, com'è te.

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Ti saluto e ti ringrazio alla prossima.

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Ciao!

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