meta_pixel
Tapesearch Logo
Log in
Podcast Italiano | Learn Italian (Intermediate & Advanced)

Gli italiani sono razzisti? - Avanzato #38

Podcast Italiano | Learn Italian (Intermediate & Advanced)

Podcast Italiano

Education, Society & Culture, Language Learning

4.9560 Ratings

🗓️ 2 November 2025

⏱️ 27 minutes

🧾️ Download transcript

Summary

Trascrizione con glossario (gratis) In questo episodio di livello avanzato, affrontiamo una domanda scomoda ma necessaria: l'Italia è un Paese razzista? Analizziamo i dati sulla presenza degli stranieri in Italia, il contributo economico dei migranti, le diverse forme di discriminazione e le manifestazioni del razzismo contemporaneo. Episodi correlati: L'Italia è destinata al collasso demografico?Come l'Italia divenne un paese fascistaCome il fascismo cambio l'Italia: scuola, diritto, c...

Transcript

Click on a timestamp to play from that location

0:00.0

In Italia oggi sono 5 milioni e 422 mila gli stranieri residenti, corrispondenti al 9,2% della popolazione totale, come riportato dall'istituto nazionale di statistica. Il dato è aggiornato al primo gennaio 2025. 5 milioni e mezzo di stranieri, su una popolazione totale di 59 milioni. Dal cinquantottesimo rapporto, Censis, sulla situazione sociale del Paese, apprendiamo in oltre che nel 2023 innati dal meno un genitore straniero sono il 21,3% del totale, quindi un neonato su 5. Gli alluni stranieri con cittadinanza non-italiana,

0:46.2

iscritti nelle scuole nell'anno scolastico 2023-2024, rappresentano lundici virgola 6% del totale. Le coppie con almeno un componente straniero sono il 10,1% e sono oltre un milione i minori stranieri residenti in Italia l'11,8% del totale.

1:09.4

Questi dati sulla presenza degli stranieri in Italia e sull'incidenza della componente migrante sulla popolazione totale, cinducono a interrogarci sulla questione della collienza. Le domande che ci poniamo sono come vivono gli italiani la presenza di così tanti stranieri in Italia, si tratta di una presenza vissuta positivamente, valorizzata, soltanto accettata, appenato l'erata o invece perfino sgradita. In altre parole quello che ci stiamo chiedendo è. L'Italia oggi. È un paese racista? O no. Questo è Podcast Italiano, un Podcast per imparare l'italiano attraverso contenuti interessanti e autentici. Stai ascoltando il Podcast di livello intermedio o avanzato, se sei alla ricerca di contenuti un po' più semplici, cerca Podca Sitaliano principiante.

4:05.1

L'episodio di oggi è un episodio di livello avanzato, motivo per cui ti consiglio particolarmente di dare un'occhiata alla trascrizione gratuita con glossario che prepariamo per te e che si trova sul nostro sito Podca Sitaliano.com. La trascrizione appunto contiene un glossario molto dettagliato che ti permetterà di imparare e capire un sacco di parole e despressioni probabilmente nuove per te. Trovi link nelle notte di questo episodio nell'app dove mi stai ascoltando Spotify e Paul Podcast o qualsiasi app di Podcast. Detto ciò, Andiamo. Dicevamo, l'Italia è un paese racista. Questa domanda che regolarmente fa capolino nelle aule della politica, nelle aule scolastiche, nei media tradizionali e nei nuovi media, non è affatto una domanda dalla risposta netta. È difficile se non impossibile affermare che un intero paese sia racista o che non lo sia. È possibile invece scomporre la domanda generale in una serie di microdomande più specifici. Quante sono le persone che in Italia cultivano sentimenti racisti? Con quale forza? Contro chi? Attraverso quali comportamenti si manifesta il loro racismo. quali sono gli ambiti di convivenza sociale in cui si annidano maggiormente le disugogliance, lavoro, scuola, abitazione, cittadinanza, quali sono le contro misure all'intoleranza e alla discriminazione? Cosa si fa concretamente per arginare il racismo? Ecco per tentare di rispondere a queste domande, non possiamo non partire da una definizione della questione. Non possiamo cioè non chiederci, ma di cosa parliamo esattamente quando parliamo di razzismo? Dunque, alla base del razzismo c'è l'idea che non tutti gli esseri umani abbiano uguale valore e quindi che non tutti debbano avere gli stessi diritti e le stesse opportunità. Si ritiene al contrario che gli umani vanno differentiati e gerarchizzati in base a fattori come il colore della pelle, la nationalità, l'origine etnica, la cultura, la religione, per fino la lingua. Alla base del racismo, quindi c'è la convinzione che l'umanità sia divisa, in gruppi,

4:29.0

siano esi raziali, nazionali, etnici, religiosi o linguistici. Alcuni dei quali vengono considerati biologicamente o culturalmente superiori ad altri. Ricordiamolo se fosse necessario. Per la scienza contemporanea è assolutamente scorretto parlare di razze umane, poiché sotto il profilo biologico non è possibile identificare un individuo sulla base di un marcatore genetico che possa dividere l'umanità in razze. Propria per questa ragione, in Italia con il decreto legge 22 April 2023 numero 44, si è disposto che negli atti e nei documenti delle pubbliche amministrazioni il termine razza è sostituito dal seguente. Nazionalità. Ottima mossa quella dell'egisellatore italiano. Ma siamo sicure di essere stati sempre così brava gente noi italiani, come ci dipingono spesso fuori dall'Italia? Purtroppo al contrario. Abbiamo anche noi una triste storia di racismo nel nostro paese. Volendo abbotsarne una breve versione, senza andare troppo indietro nel tempo, possiamo affermare che le radici più profonde del racismo italiano vanno ricercate nel passato coloniale del paese. Tra la fine del 800 e la prima metà del 900,

5:46.7

anche l'Italia si macchiò della colpa della violenza coloniale in Africa, dove sottomise Eritrea, Somalia, Libia e D.T.O.P.A. Per giustificare i propri crimini la macchina propaganda coloniale di fose l'idea di una presunta inferiorità delle popolazioni africane.

6:05.2

Durante la guerra di Tioppia, 1935-36, il regge mefascista introduce in altre leggi che vietavano i matrimoni misti e promuovevano la segregazione raziale. Ma la svolta più drammatica avvenne sicuramente nel 1938 con la promulgazione delle leggi raziali contro gli ebrei italiani, i quali furono privati dei loro diritti civili, scolastici e lavorativi e, in fine, deportati nei campi di concentramento, dove la maggior parte di loro trovo la morte. Se ti interessa questo argomento, ti segnalo la nostra serie di episodi di livello avanzato, proprio dedicata al fascismo e che abbiamo recentemente concluso. Dopo la fine del fascismo e della Seconda Guerra Mondiale, per un lungo periodo il racismo è stato rimoso dal dibattito pubblico. Il ricordo dei crimini dodio per petrati era troppo fresco e troppo scomodo per le coscienze del tempo. Solo a partire dagli anni 80, con laumento dell'immigrazione verso il nostro paese, si è riaccesa la paura nei confronti del diverso, dell'altro. Una tendenza poi proseguita negli anni 2000, quando il dibattito pubblico ha iniziato a concentrarsi sull'immigrazione falsamente declinata come emergenza, alimentando così un clima di diffidenza e hostilità nei confronti degli stranieri, ma più in particolare degli Slavi, degli Afro di Cendenti, di chiunque abbia la pelle scura, non che delle popolazioni Rome e Sinti. Questa rappresentazione di Storta del fenomeno migratorio è stata alimentata da partiti Xenofobbi di destra come la Lega Nord e Fratelli d'Italia e da leader politici come un Berto Bossi Matteo Salvini e Giorgio Meloni attuale Presidente del Consiglio italiano. I media italiani hanno spesso scelto di essere complici della politica Xenofoba, hanno avuto un'enorme responsabilità ad esempio nel testere una narrazione della diversità e dell'alterità come strettamente associate all'illegalità e conseguentemente alla criminalità al pericolo all'insicurezza per la popolazione italiana. Telegornali, giornali, programmi televisivi di approfondimento e di dibattito hanno infatti rappresentato le comunità migranti in maniera

8:28.0

sistematicamente sellettiva e parziale. Immigranti compaiono nei media italiani o nelle narrazioni di sbarchi, clandestini sulle nostre coste o nel racconto di episodi di cronaca nera. Quasi mai la comunità migrante è stata invece rappresentata quale componente positiva dalla

8:48.0

compagni neso sociale italiana, constituita, da lavoratori affidabili, contribuenti honesti, cittadini responsabili, spesso residenti di piccoli comuni delle aree interne di cui contribuiscono a rallentare lo spopolamento di cui abbiamo anche parlato qui sul podcast. Questa narrazione selettiva e distorta ha rafforzato i pregiudizi degli italiani e le loro diffidenze su base etnico culturale, per non parlare di un altro fatto, e cioè che i migranti, coloro che vivono, il razzismo sulla propria pelle quasi mai, se non mai hanno trovato e trovano voce nei media. Voglio ad unque ricordare in che modola comunità migrante contribuisce positivamente alla crescita del nostro paese. Cominciamo dal contrasto all'invecchiamento demografico. La popolazione straniera ha un'età media nettamente più bassa rispetto a quell'italiana, circa 35,7 anni contro 46,9. Proseguiamo col contrasto al calo delle nasci te nel paese. Il tasso di natalità tra gli stranieri di accivirgola 4 nati, ogni 1000 abitanti, è infatti nettamente superiore a quello tra gli italiani 6,3. Abbiamo parlato di recente del problema drammatico della crisi demografica che abbiamo in Italia. Passiamo al contributo dei migranti nel mercato del lavoro. Gli stranieri sono fondamentali soprattutto in settori dove c'è carenza di mano d'opera, come la agricoltura, le dilizia, il lavoro doméstico e di cura degli anziani. S'è quanto valore aggiunto producono i lavoratori migranti 164 miliardi, dando un contributo al prodotto interno l'ordo nazionale al PIL pari all'8,8%. E quanti sono i lavoratori migranti regolari che regolarmente pagano le tasse e i contributi e per quali somme. Beh i contribuenti migranti in Italia sono 4,6 milioni, l'unici percento del totale. E nel 2023 hanno dichiarato redditi per 72 miliardi, di euro versando 10 miliardi di IRPF cioè di imposto sui redditi. Queste non sono cifre affatto piccole.

11:05.0

Confrontando le entrate per lo stato, le tasse pagate e i contributi pensionistici versati con la spesa pubblica per i servizi di welfare, quindi la sanità e le pensioni al primo posto, il saldo per quanto riguarda la componente migrante della popolazione è positivo, più 1,2 miliardi di euro.

11:26.8

Cioè lo stato riceve più soldi dai migranti rispetto a quelli che spende per loro. Gli stranieri, infatti, in quanto più giovani degli italiani, in quanto prevalentemente in età lavorativa, hanno un basso impatto sulle principali voci di spesa pubblica come sanità e pensioni. Abbiamo parlato anche nell'episodio sulla crisi demografica quanto le pensioni gravino sulle case dell'ostato. Ricordando le ragioni per cui è desiderabile che la popolazione italiana includa una componente migrante, non stiamo però negando un'altra realtà e com comune in Italia come al trove che i migranti, se inclandestinizzati, se gli sineghaci, è la possibilità di risiedere regolarmente nel paese, di lavorare in maniera regolare. Finiscano in situazioni di disagio socio-economico e vengano in dotti alla criminalità come unica opzione di sopravvivenza. Non è il colore della pelle né l'ettrina, dunque ben sì la marginalizzazione, l'irregolarità istituzionalizzata che spiegano la maggiore delituosità dei migranti. Per tanto la soluzione per una convivenza sociale più sicura e a base incidenza di criminalità è evidente non può che risiedere nell'inclusione.

12:48.4

Non abbiamo alt altre strade. Con questo non voglio certo dire che sia facile e che non ci siano problemi legati all'incontro tra cultura, anche cultura molto diverse, è normale che ci siano triti e normale che ci siano difficoltà. Ma la realtà, dal mio punto di vista,

13:05.2

è che non ci sono altre strade, considerando anche quello che abbiamo detto, sul fatto che gli italiani non fanno figli e se non si fanno figli ci sono meno lavoratori che pagano le tasse, che sostengono gli anziani che ricevono le pensioni, che sostengono la sanità insomma. Non può andare avanti la la macchina della macchina dell'o stato semplicemente.

13:27.8

Fatta questa serie di premesse, torniamo alla domanda con cui abbiamo iniziato l'episodio. Secondo un'indagine del Censis, il 40,8% della popolazione è convinto che gli italiani siano racisti e la percentuale raggiunge del 47,2% tra i 18,34 anni. In più, il 58,5% ritiene che il razzismo sia in aumento. Per il 52,2% dei giovani di seconda generazione, nati, cioè in Italia, dalmeno un genitore, con passato migratorio ho cresciuti nel nostro paese, gli italiani sono racisti. Questi giovani hanno in mente episodi precisi. Il 62,4% ha subito discriminazioni in passato. Il 26% ne è ancora vittima, e il 75% conosce ragazzi di origine straniera, a loro volta vittime di discriminazioni. Per offrirti un esempio concreto di come il razzismo si manifesti nell'Italia di oggi, sono andato a curiosare nella pagina Facebook di Antonella Bundo, candidata per la lista politica Toscana Rossa alle lezioni regionali in Toscana. Sotto al suo posto del 7 ottobre in cui commenta certe pagelle date dal quotidiano

14:45.6

la nazione a un confronto elettorale ci si imbattin un commento di un utente che di chiara rivolgendosi alla candidata. Quelli comette vogliono il potere per vendicarsi di qualcosa, prendono di mira qualcuno, in questo caso i bianchi fascisti e quelli che non la pensano comete. e poi cosa fai? Gli fai tagliare le braccia con il macete, la famosa manica corta o manica lunga,

15:08.0

come usava al tuo paese, cioè taglio al gomito alla spalla, quelli come voi una volta al potere diventano tutti i macellai e cannibali, che è questo e il vostro istinto genetico. Insomma, un esempio da manuale di hate speech di discorso audio. In base ai dati Oscad, lo servatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, nel 2023 le forze di Poliziano registrato in Italia ben 106 reati Dodio di cui 771 con messi sulla base di ragioni legate alla razza al colore della pelle o all'etnia, che poi come abbiamo visto la razza non esiste quindi.

15:47.0

Le tipologie di reato includono l'incitamento alla violenza, l'esercizio della violenza, la profanazione di tombe, furti, comportamenti minatori, d'aneggiamento di proprietà, attacchi contro luoghi di culto, atti di vandalismo, molestie violenzze sessuali e infine l'omicidio.

16:06.0

È importante ricordare che l'omicidio raziale non è che l'unico contro luoghi di culto, atti di vandalismo, molestie, violenzze sessuali e, in fine, lo

16:05.3

vicidio.

16:06.3

È importante ricordare che lo vicidio raziale non è che la punta dell'Isperg, la manifestazione più violenta di un'axenophobia che per lo piesso mersa o si esprime con gesti meno eclatanti ma altrettanto gravi, proprio perché espressione di una stessa cultura, quella dell'odio nei confronti dell'altro da me del diverso.

16:27.0

L'Ufficio nazionale anti-discriminazione razionale. proprio perché espressione di una stessa cultura, quella dell'odio, nei confronti dell'altro

16:25.3

da me, del diverso. L'ufficio nazionale anti-discriminazione i raziali ci ricorda quali siano questi altri comportamenti di discriminatori più sottili e che proprio per questo rischiano di passare non percepiti. Partiamo dal diritto alla casa e dall'accesso a prestazioni sociali quali le dilizie residenziale pubblica.

...

Please login to see the full transcript.

Disclaimer: The podcast and artwork embedded on this page are from Podcast Italiano, and are the property of its owner and not affiliated with or endorsed by Tapesearch.

Generated transcripts are the property of Podcast Italiano and are distributed freely under the Fair Use doctrine. Transcripts generated by Tapesearch are not guaranteed to be accurate.

Copyright © Tapesearch 2026.