Cos’è stato il Rinascimento? - Avanzato #41
Podcast Italiano | Learn Italian (Intermediate & Advanced)
Podcast Italiano
4.9 • 560 Ratings
🗓️ 24 February 2026
⏱️ 30 minutes
🧾️ Download transcript
Summary
Transcript
Click on a timestamp to play from that location
| 0:00.0 | Rienascimento, Renaissance, Renascimento, una parola che sicuramente ha già sentito, soprattutto se sei una mante dell'Italia e della sua cultura. Ma sei davvero che cosa si intende con rienascimento? Questo episodio ha come obiettivo quello di esplorare il rienascimento, un'importantissimo periodo storico, artistico, cult culturale che si colloca in Italia tra la fine del medioevo e l'inizio dell'Ità moderna, e che occupa un arco di tempo che va dalla metà del 15 secolo fino alla fine del 16th. In questo episodio cercheremo di delineare i tratti distintivi del rinascimento e di rispondere ad alcune domande fondamentali, |
| 0:46.8 | come queste. Perché il rinascimento è stato così importante in Italia? Quali luoghi e quali personaggi ne sono stati protagonisti? Cosa esattamente definisce lo stile artistico rinascimentale, impittura nell'architettura e nella scultura. |
| 1:05.8 | E in altre parole come si riconosce un'opera rinascimentale? Questo è Podcast Italiano, un Podcast per imparare l'italiano, attraverso contenuti interessanti e autentici. L'episodio di oggi è un episodio di livello avanzato, motivo per cui ti consiglio particolarmente di dare un'occhiata alla trascrizione gratuita che prepariamo per te e che si trova sul nostro sito podcastitaliano.com. C'è anche un link diretto che si trova nelle note di questo episodio all'interno dell'applicazione dove mi stai ascoltando Spotify e Paul Podcast o qualsiasi Ultra App. La trascrizione contiene anche un glossario molto dettagliato che ti permetterà di imparare e di capire un sacco di parole e despressioni che probabilmente sono nuove per te. La trascrizione poi in questo episodio contiene anche un sacco di immagini di tutte le opere che citerò, che menzionerò, quindi trovi il link alla trascrizione nelle note di questo episodio sempre all'interno dell'app. Detto ciò, andiamo. Per aiutarti a comprendere cosa è stato, il rinascimento e in particolare il rinascimento italiano, mi focalizzero su quattro concetti chiave. Uno il ritorno allantico, due una nuova figura d'artista, tre l'umanesimo e quattro l'invenzione di una nuova prospettiva. Bene, partiamo dal primo punto il ritorno allantico e cominciamo col prestare molta attenzione alle parole che che st usando. Rinascimento è un termine che deriva, ovviamente dal verbo nascere preceduto dal suffisso Rii, che in italiano ha il significato di nuovamente o di nuovo. E quindi per rinascimento si intende una nuova nascita, una rinascita, ma rinascita di chi o di che cosa? Ecco, rispondere a questa domanda ci permetterà di cominciare a immergerci in profondità nella materia di cui ci stiamo occupando. Ciò che rinasce, ciò che torna alla luce, ciò che recupera vita nel rinascimento, dopo il presunto, obblio subito nel medioevo, sono la cultura e l'arte classica, la cultura e l'arte greco romana. Adirla tutta questa idea di ritorno all'antico era stata teorizzata già nel 300, dal celebre poeta di Arezzo Francesco Petrarca. Noto soprattutto per il contributo che diaede alla diffusione del Fiorentino, il volgare Fiorentino del 300, quale varietà linguistica da adottare nella scrittura in sostituzione all'atino, ho fatto un video su YouTube proprio su Francesco Petrarca e sulla sua importanza. Nella prima età moderna che si fa corrispondere a rinascimento, questa idea di ritorno all'antico migra dalla letteratura all'arte e da Arezzo a Firenze, fu infatti nell'ambiente Fiorentino del primo 400 che lo studio dell'antico assunse il valore di autentica conquista. Così scrive lo storico dell'arte Philip Daverio nel suo saggio Firenze, Culla del Rinacimento. Attraverso gli strumenti offerti dalla storie dalla filologia, l'eredità classica venne indagata e posseduta, così da divenire fonte, di crazione originale. Quindi si ritorna all'antico. Il tutto inizio con un viaggio, anzi per essere precisi con due viaggi, compiuti a distanza di due anni l'uno dall'altro. E di cui furono protagonisti due turisti italiani illustri, autoridi opere universalmente note che sicuramente conosci come la cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze o la stato a Del David per limitarci a un paio di esempi. Sto parlando naturalmente di Philip o Brunelleschi, architeetto, ingegnere e scultore, è di donato Niccolò di Betto Bardi, noto per riamici come Donatello, anche |
| 5:26.8 | lui scultore, e architetto oltre che pittore. Nel 1402 e nel 1404 i due artisti si recarono insieme a Roma per approfondire la loro conoscenza del mondo figurativo degli di antichi ed è su questa conoscenza che basarono l'opera di rinnovamento artistico e culturale di cui furono precursori. A pensarci bene la metàfora del nuovo inizio della re-surrezione del rinascimento appunto della rinascita presuppone necessariamente una precedente decadenza, una morte anteriore, ma di quale decadenza si sarebbe parlando? cioè quale morte sarebbe implicata dal termine rinascimento? Beh la risposta classica è la decadenza medievale, il medioevo è tadi mezzo tra l'impero romano e rinascimento, è comunemente descritto sia dagli storici che dai critici d'arte, come un tempo di oscurità, di impiegriamento, di sonno culturale. Ma è stato davvero così? Beh, ricordiamoci che proprio nel Medioevo tra il 1267 e il 1337 che è vissuto niente meno che Giotto, autore di alcuni tra gli affreschi più belli e preziosi del patrimonio artistico del mondo occidentale, come quelli della basilica di San Francesco ad Assisi o della cappella degli scrovenni a Padova, solo per fare un paio di esempi, se non li hai mai |
| 7:06.8 | visti, telecon sigli, ad avere passata a Padova e passata a Sisi, perché sono posti stupendi. Chiediamoci, dopo aver ricordato che Giotto è stato un uomo del Medioevo, se la Rina Acita è davvero iniziata nel 400 affirenze e non prima e non al trove. Chiediamoci anche se |
| 7:26.3 | Giotto non sia stato un precursore di talerinascita, se non abbia tracciato con la sua opera una prima grande discontinuità. Ricordiamo in fine una cosa. Sotto il monumento funebre di Giotto, il busto conservato nella navata centrale della basilica di Santa Maria del |
| 7:47.0 | Fiore Affirenze, un testo celebrativo in latino recita il Ego Sum per qu'un pictura extintare Vixit, che tradotto in italiano significa, è per mio merito che la pittura defunta, poter rivivere, rivivere, tornare alla vita, rinascere. |
| 8:06.4 | Teniamo l'in mente dunque. Un secolo prima del rinascimento giotto aveva già fatto rinascere la pittura, tagliando i punti con la trascendenza dell'arte bizantina, cioè praticando una rappresentazione che non idealizzava, ma puntava a restituire la realtà, la natura delle cose. Teniamo inoltre presente che è già nell'opera di giotto che troviamo i primi esperimenti di prospettiva, l'effetto di terza dimensione, il volume delle figure, il superamento dei fondi euro, cioè i fondi dorati che erano tipici dei dipinti del Medioevo e l'inclusione degli sfondi urbani, tutti elementi importanti nell'arte rinascimentale. Ricordiamoci per ultimo che è congiotto che abbiamo la prima eruzione dell'emozione nell'arte. E già che ci siamo, non trascuriamo anche un altro fatto, ovvero che il primo storico dell'arte dell'età moderna, Giorgio Vasari, era un fiorentino e che il fatto che fosse fiorentino può aver avuto il suo peso nella ricostruzione dell'evoluzione dell'arte delineata nella sua mastodontica opera vite dei più eccellenti pittori, sculptori e architettori. A proposito oggi diremo architetti. Spesso menzionata semplicemente come vite, che è un opera appunto che ha condizionato buona parte delle successive idee sull'arte, quindi di come si è vista, si è ricostruita l'arte nei secoli successivi. attenzione non vog voglio negare che Brunellezchi, Donatello, Massaccio, o ancora Michelangelo, Leonardo, Botticelli, solo per citarre alcuni dei grandi artisti attivi a Firenze nel 400 e nel 500, si hanno stati protagonisti di un grande, grandissimo rinnovamento artistico e culturale, basato certamente sul recupero dell'antichità, è con non lo stiamo negando. Sto solo ricordando che quando si divide la storia imperiali e in epoche è sempre inagguato il rischio della semplificazione. Quello che voglio fare in realtà è anche altro, voglio mettere una pulce nell'orecchio di chi mi ascolta, voglio suggerire infatti che rinascimento più che una rinascita, una resurrezione, più che un'uscita dalle tenebre, dallo scurità, potrebbe essere stato nient'altro che il compimento delle premesse del medioevo, uno sviluppo, un'evoluzione. Se la nascita di un arte davvero nuove, dunque un concetto che si presta a essere discurso, gli esperti sono molto più un'animi per quanto riguarda la nascita di una nuova figura d'artista che è il secondo punto che voglio affrontare in questo episodio. Arriviamo al secondo dei quattro concetti chiave per comprendere il rinascimento. L'artista da Artigiano che era passa a essere un operator intellettuale burgese, diventa artista nel senso contemporaneo del termine, come lo intendiamo ancora oggi. Soffermiamoci allora un attimo su queste due parole. Artigiano e artista. La prima artigiano indica chiunque eserciti un'attività per la produzione non seriale o anche per la riparazione di beni, tramite il lavoro manuale proprio ed eventualmente il lavoro di un numero limitato di lavoranti. Ecco il Fallegname un artigiano, il Fabro e un un artigiano, ma lo sono anche l'itraulico, l'edettricista e il pavimentista e che dirsi voglia. Nel medioevo era considerato artigiano anche chi esercitava un'attività artistica, per esempio i pittori, chi realizzava freschi nelle chiese, era considerato artigiano. Idem chi realizzava crocififissi, pale daltare, icone, quadria soggetto religioso. |
| 12:09.3 | Tutti artigiani, Giotto era considerato un artigiano. |
| 12:13.8 | Prima di lui il suo maestro Cima Bueda, cui aveva preso il mestiere nella bottega in cui |
| 12:19.5 | lavoravano Gomi to aggomito, era anche lui un artigiano. |
| 12:23.3 | Ecco, nel rinascimento questa concessione cambia, chi si occupa di pittura, ma anche di scultura o di architettura, passa a essere considerato un'artista nel senso contemporaneo del termine, nel senso che oggi diamo alla parola, quello di un creatore consapevole del proprio ruolo culturale e che fonda il proprio operare, il proprio lavoro, oltre che sull'naturale talento e sull'ispirazione, sui principi della matematica, della geometria, dell'ottica e delle scienze naturali. Come scrive Philip Daverio, che abbiamo mentionato prima, si avvia in sostanza un processo di emancipazione dell'artista che passa dalla condizione artigiana a quella burgese e da livello di operatore manuale a quello di intellettuale. Si realizza così una vera e proprio a rivoluzione, una rivoluzione al cui centro c'è l'essere umano. Il che ci porta al al terzo concetto chiave per comprendere il rinascimento l'umanesimo. Se nel medioevo tanto la produzione artistica, quanto la riflessione filosofica, ruotavano a torna all'idea di Dio, dunque al divino, nel rinascimento si torna alla centralità dell'essere umano, centralità sostenuta dallo studio proprio dei testi classici. La nuova mentalità, che valorizza l'essere umano come artifice del proprio destino e necelle brazione individuale, influisce sia sullo stile che sui soggetti delle opere. Per quanto riguarda lo stile, questo è sempre più attento a una rappresentazione realistica e il più possibile dettagliata del corpo umano, una rappresentazione come dicevamo già prima non più idealizzante, come aveniva ad esempio nell'arte bizzantina. Il realismo riguarda inoltre non solo il corpo, ma anche il suo animo. Nella rappresentazione artistica trovano spazio finalmente le emozioni, il dolore e la disperazione, la sorpresa, la gioia. E per quanto riguarda invece i soggetti, l'umanesimo porta con sé che i protagonisti delle raffigurazioni diventino letterati e condottieri. Allo stesso tempo nei quadri associatori leggeoso che non smettono certo di essere realizzati, accanto i santi e alle madonne fanno la loro comparsa le figure dei mecenati, ovvero delle persone che sostenevano finanziariamente l'artista perché potesse dedicarse a sull'avoro. Mecenati rappresentati realisticamente con i loro volti e nei loro abiti. Chi erano questi meccenati? Si trattava, e questa era una novità, di signori, di mercanti, di burghesi, non più di papi e figure religiose come prima. Si assiste così nel rinascimento alla nascita non solo di una nuova figura di artista, ma anche di una nuova figura di committente, cioè la persona che ordina al lavoro, detentore di un potere non più religioso, ben si politico e economico. Un paio di esempi ci permetteranno di capire meglio le novità introdotte dagli artisti rinascimentali, troverai tutti questi esempi, tutte queste immagini nella trascrizione sul sito che ti consiglio di andare a vedere. Ti ricordo che trovi il link diretto nelle note di questo episodio, se mi stai ascoltando su un app di podcast. Ti basta fare il login al nostro sito e avrai accesso alla trascrizione di questo episodio e di moltissimi altri. |
| 16:06.5 | Dunque, nella fresco della trinità di Massaccio, conservato nella chiesa di Santa Mariano Vella Firenze, domenico Lensi, il committente, è raffigurato i lati dello spazio sacro con grande realismo, ha un naso pronunciato e il l'orecchio buffamente piegato sotto il capuccio. |
| 16:24.6 | Oppure un altro esempio, nella sacra conversazione di piero della fru... a un naso pronunciato e il orecchio buffamente piegato sotto il capuccio. |
| 16:25.0 | Oppure, un altro esempio, nella sacra conversazione di piero della Francesca, realizzata urbino e oggi conservato a Milano alla Pina Coteca di Breira, il volto del committante Federico da Montefeltro, è raffigurato senza alcuna idealizzazione e anzi con una minutia che non risparmi ai tratti pronunciati e le imperfezioni della pelle. |
| 16:46.6 | Realismo qui è la parola chiave. |
| 16:48.8 | Poi chiani più tardi nella Firenze di Lorenzo de Medici, signore della Città dal 1469 al 1492, il Lorenzo de Medic era un politico, umanista, emmecenate, oltre che po'ete, scrittore lui stesso, le storie sacre si popoleranno di personaggi della riscocrazia commerciale Fiorentina, una curiosità che riguarda i ritrati. In un primo periodo, la presentazione del personaggio avveniva rigorosamente di profilo, secondo una formula che dicendeva dalle medaglie, ed era quindi legata al recupero dell'antichità. L'influsso della pittura Fiamminga introduce in seguito anche in Italia un altro tipo di presentazione del volto, cioè di tre quarti, ma fu soltanto verso la metinvento di l'invento di l'invento di l'invento di l'invento di l'invento di l'invento di l'invento di l'invento di l'invento di l'invento di dell'artista nuovo, dell'artista rinascimentale, a fondare il proprio perare su principi rigorosamente scientifici. La prospettiva precedentemente introdotta nell'arte da Giotto, lo abbiamo visto prima, era stata una prospettiva intuitiva basata sull'osservazione, sulla percezione, con linee di fuga che convergevano, ma in modo non perfetto. E, cosa ve di un quadro di giotto, ti rendi conto che c'è qualcosa di strano da questo punto di vista. L'iteralmente da questo punto di vista, da questa prospettiva. Per la prima volta brunelle schielabora, invece un vero e proprio metodo, basato su norme geometriche, per rappresentare oggetti tridi |
| 18:45.8 | dimensionali su un piano B dimensionale, il che segna un vero proprio sparti acqua, tra arte medievale e arte rinascimentale. In sintesi, mentre la prospettiva di Giotto era stata empirica legata all'esperienza quella di brunelleschi, scientifica e rispecchia la visione umana reale. |
| 19:07.3 | Ora che abbiamo compresi concetti chiave del rinascimento, continuiamo a conoscerne i protagonisti e le opere che trovi, come dicevo sempre nella trascrizione del podcast sul sito, ti consiglio di dare un'occhiata perché sentire le descrizioni delle opere è un conto ma sentire le vedi con con i tuoi occhi ti avuterà molto di più a capire le opere che ora ti descriverò a parole. Bene, iniziamo dalla pittura. Deppittori rinascimentali voglio ricordare qui Massaccio, autore tra le altre sue meraviglie della capella, Brancacci. ma saccio traspone in campo pittorico gli ideali classicisti |
| 19:47.3 | errazionali del Brunelleschi. Per la prima volta, l'essere umano era affigurato in pittura come un individuo reale, dotato di sentimenti che sono rivelati dall'espressioni del volto e fornito di un corpo solido, tridimensionale, che ha volume, che in grado di proiettare la propria |
| 20:06.0 | ombra, un corpo costruito inidimensionale, che ha volume, che in grado di proiettare la propria |
| 20:05.9 | ombra, un corpo costruito in base a un doppio studio, in primo luogo dei modelli antichi e in secondo luogo della natura. Si trattano tra di un essere umano inserite in uno spazio misurabile, costruito secondo i principi della prospettiva, in cui vengono rispettate le proporzioni tra tutti gli elementi, uno spazio realistico ed dettagliato. Bene, passando dalla pittura, all'architetura, iniziamo dallo osservare che mentre la pratica architettonica gotica era fondata sulla multiplicazione degli ornamenti, quella rinascimentale basata sul rigore geometrico e sulla ripetizione modulare degli elementi. Parlando di architettura inascimentale, non si può non citare il Brunelleschi e la sua cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze. Lo studio dei monumenti antichi, come ad esempio il Pante e un di Roma, suggeri al Brunelleschi una soluzione vincente e geniale per il duomo di Firenze. La cupola, che avrebbe dovuto completare il edificio, la cui costruzione era iniziata nel 1296 e si era fermata alla base ottagonale della cupola stessa, sarebbe stata costruita disponendo i mattoni a spina di pesce, come negli esempi romani, il che avrebbe dato solidità alla parete senza gravarne il peso. Inoltre Brunelleschi è scogito all'espediante della doppia cupola per creare un sistema autocortante, cioè che si regge da solo. La cupola interna, più piccole, più robusta, avrebbe avuto il compito di reggere quella esterna. Una soluzione, questa, che avrebbe cambiato per sempre il paese a Giurbano di Firenze. Sono sicuro che anche tu ne hai goduto se sei stato, o se sei stata, a Firenze. E arrivando in fine alla scultura, il nome che viene subito all'amente è quello di Donatello, autore del celebre David. Fussua, la mano che portò la scultura a un rinnovamento insesso realistico. L'arte antica offriva infiniti modelli di straordinario realismo in cui le figure erano lavorati a tutto tondo, cioè 360 gradi. Nella scultura greco romana la rappresentazione del movimento aveva già raggiunto risultati molto alti. Bene, la scultura rinascimentale riprende questa via, la via del realismo. Alla rappresentazione realistica e dinamica già propria della scultura classica non a tello, però aggiunge la rappresentazione delle emozioni spesso drammatiche e quindi muovendosi nella stessa direzione del Brunelleschi. A proposito di realismo, ti racconto una neddoto riportato da Vasari, cioè lo storico dell'arte di cui abbiamo parlato prima proprio nelle sue vite, questa opera mastodontica, e che riguarda proprio la relazione tra Donatello e Brunelleschi, |
... |
Please login to see the full transcript.
Disclaimer: The podcast and artwork embedded on this page are from Podcast Italiano, and are the property of its owner and not affiliated with or endorsed by Tapesearch.
Generated transcripts are the property of Podcast Italiano and are distributed freely under the Fair Use doctrine. Transcripts generated by Tapesearch are not guaranteed to be accurate.
Copyright © Tapesearch 2026.

